Meditazioni sul Vangelo

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Un'amore esclusivo

Un'amore esclusivo (Lc 9, 51-62)

Il mistero di Gesù è davvero un grande mistero, le sue parole, le sue azioni, le sue esigenze e la sua persona non possono non suscitare interrogativi, stupore, sentimenti contrastanti. Un certo numero di persone subisce il suo fascino e lo segue. Altri si mantengono a una certa distanza. Altri preferiscono ignorarlo perché ritengono che il loro lavoro, le loro attività e i loro beni, siano sufficienti a rendere la vita piena e significativa; nel loro campo e nei loro affari hanno un regno in cui si sentono sicuri e potenti. Altri infine lo perseguitano, perché troppo si sentono minacciati e rimproverati dalla sua santità.

Tuttavia, mentre Gesù percorre le strade della Galilea e della Giudea c’è chi subisce il suo fascino e vorrebbe seguirlo; Luca narra di un tale che gli dice: «Ti seguirò dovunque tu vada». Se Gesù fosse un capopopolo come ce ne sono tanti nel mondo, si rallegrerebbe di un simile proposito, ma Gesù non è un condottiero o un re alla maniera umana, lui è la Verità e vuole in tutti la verità, allora mette in guardia da facili entusiasmi e da decisioni affrettate: Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Come per dire che chi vuole seguirlo deve prepararsi, non a facili trionfi, ma a incomprensioni, persecuzioni, solitudine, strettezze. E qui affiora un tratto del mistero insondabile di Gesù, perché queste parole alludono a un fatto che costantemente si ripete nella sua vita: lui che è l’Amore non è amato, lui che è la Verità non è cercato, lui che possiede la perfezione di ogni virtù non è imitato, in una parola, gli uomini preferiscono le tenebre alla luce (Gv 3, 19). Qualcuno potrebbe osservare che Gesù è amato soprattutto da sua Madre, dagli apostoli, dalle donne fedeli, da Lazzaro e da tanti altri; è vero, ma questi sono comunque un piccolo gregge (Lc 12, 32), una quantità omeopatica rispetto alla potenza del desiderio amoroso di Gesù, e poi, non solo l’Amore non è amato, ma è perseguitato, torturato e ucciso. Il fatto a cui poco pensiamo è che la Trinità sapeva questo da tutta l’eternità, infatti, Gesù è l’Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo (Ap 13, 8); eppure, nonostante tutto, Dio ha voluto che le cose fossero. Questo mistero è grande e non possiamo averne adeguata comprensione se non nella visione faccia a faccia.

C’è poi il caso in cui Gesù stesso prende l’iniziativa di chiamare qualcuno a seguirlo: A un altro disse: «Seguimi». Con questo altro Gesù sembra esigere cose troppo dure e sconcertanti; infatti, alla ragionevole richiesta di occuparsi del funerale del padre appena morto, Gesù risponde: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio. Gli insegnamenti contenuti in questo episodio sono diversi, di non piccola importanza e di non facile comprensione. Intanto è un caso tipico in cui il modo di agire di Gesù lascia stupefatti; in questi casi è bene comunque fidarsi di lui, perché lui sa e noi non sappiamo, lui vede bene a breve e a lungo termine, e noi vediamo poco e male. Se a quell’uomo ha chiesto tanto è perché ha visto nel suo cuore un amore capace di dare tanto, non a tutti il Signore chiede un simile eroismo, solo a coloro il cui amore è sufficientemente forte. Inoltre, questo episodio mostra che ci sono dei casi in cui le esigenze di Dio sono in contrasto con l’amore del prossimo, in questi casi le esigenze di Dio devono venire prima, anche se questo fa sanguinare il cuore. Quando poi l’uomo dimostra nei fatti di non anteporre nulla all’amore di Dio, Dio non si lascia certo vincere in generosità e risponderà dando consolazione, sapienza, amore e ogni bene necessario, al di là di ogni desiderio.

L’amore di Gesù è un amore esclusivo, totalizzante e beatificante, il che comporterà necessariamente dei momenti di prova in cui bisognerà dimostrare di preferire lui a ogni altro bene. Questo è il fascino e il rischio di ogni amore degno di questo nome; paradossalmente però, proprio a causa della sua forza, della sua dolcezza e delle sue esigenze, l’Amore non è amato, perché entrare nell’orbita di un simile amore significa accettare di perdere progressivamente importanza, significa detronizzare il proprio io per far posto alla regalità di Dio, in una parola, significa accettare di morire; ma all’io che accetta di morire sarà data la gloria inimmaginabile di contemplare il volto di Dio, di essere immerso nel suo amore, di vivere della sua stessa vita.

Solo chi riconosce la regalità di Cristo è adatto ad annunciare il regno di Dio; e questo prescelto era ben avanti nella via della conversione se il Signore ha potuto dirgli: Tu va' e annuncia il regno di Dio. Le parole che precedono: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, potrebbero sollevare qualche perplessità, sono però nella logica dell’amore esclusivo che Gesù costantemente rivendica per sé. L’incarnazione del Figlio di Dio e l’amore folle che questo suppone, sono un fatto talmente enorme che dall’incarnazione in poi gli uomini si divideranno in due categorie: coloro che subiscono il fascino di Gesù e lo seguono, e coloro che per vari motivi non lo conoscono e non lo seguono: i primi sono viventi, mentre i secondi sono spiritualmente morti; purtroppo, questa seconda categoria è parecchio numerosa e la conseguenza non è indolore, perché vivere fra morti che camminano non è molto piacevole.

Ancora un terzo uomo manifesta il proposito di seguire Gesù e anche lui esprime una richiesta ragionevole: Prima lascia che io mi congedi da quelli di casa mia, ma la risposta di Gesù non è molto incoraggiante, gli dice infatti: Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio. Se Gesù gli ha risposto così è perché ha letto cosa c’era nel suo cuore, e nel suo cuore ha visto ciò che c’è in molti cuori, ossia la mancanza di una volontà ferma nel seguirlo veramente, probabilmente vedeva in lui la tendenza a servire due padroni (Mt 6, 24). Troppi si trovano nel triste stato di chi un po’ ama Gesù e un po’ non se la sente di rinunciare alle attrattive e ai favori del mondo, ma poiché questo stato è instabile non potrà durare indefinitamente, verrà un giorno in cui bisognerà scegliere se stare da una parte o dall’altra, e sarà la scelta che fisserà il nostro destino eterno.

Che la Santa Vergine ci aiuti a stare saldamente dalla parte di suo Figlio.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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