Meditazioni sul Vangelo

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Come pecore senza pastore

Come pecore senza pastore

L’evangelista Marco racconta che un giorno Gesù, scendendo dalla barca, vide una grande folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore. L’incontro con la folla si concluse bene perché Gesù si mise a insegnare loro molte cose (Mc 6, 34). Questo significa che le pecore hanno trovato sia il “Buon Pastore”, sia pascoli erbosi e acque tranquille; hanno trovato sicurezza di dottrina, verità e carità in abbondanza, vale a dire ciò senza cui l’uomo non può vivere, perché la vita dell’uomo non ha senso senza verità e carità, non ha senso senza Cristo.

La situazione attuale del mondo è in parte simile e in parte diversa da quella raccontata da Marco. Gli eventi che stiamo vivendo rivelano sempre più chiaramente che le folle stanno vagando come pecore matte senza un pastore, anzi, dando retta a cattivi pastori, a ciechi che guidano altri ciechi verso il baratro. Il guaio è che le pecore meritano di incontrare il Buon Pastore solo se lo cercano, dice infatti il vangelo che da tutte le città accorsero là a piedi; il che significa che avendo sentito parlare di Gesù e conosciuto di lui alcune cose per sentito dire, oppure dopo averlo visto e udito per pochi istanti, si sono messe in moto e hanno percorso a piedi un certo tratto di strada per poterlo incontrare personalmente. Hanno risposto concretamente al richiamo di Colui che per primo, pellegrinando fra città e villaggi, aveva fatto giungere loro qualche notizia di sé.

L’attuale disordinato vagare degli uomini, sembra invece una giusta punizione per un’umanità che ha trascurato e respinto i pastori inviati a predicare Cristo unico salvatore, unica via che conduce alla vera vita. Gesù oggi non è, come allora, cercato dalle folle, anzi, le folle stanno diventando sempre più ostili nei suoi confronti, privandosi così dell’unica guida che sarebbe in grado di salvarle dal baratro verso cui sono dirette. Tuttavia, Gesù non è cambiato e quanti, dopo averne sentito parlare, vorranno darsi da fare per cercarlo, prima o poi lo troveranno, perché lui, oggi come allora, ha sete di poterci salvare. Dammi da bere dice alla Samaritana, “dammi il tuo cuore perché io lo possa guarire e riempire della luce, dell’amore, della vita, della pace che invano cercheresti altrove”.

Colei che con Giuseppe lo ha angosciosamente cercato per tre giorni, ci ottenga di perseverare nella ricerca finché non lo avremo trovato.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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