Meditazioni sul Vangelo

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Un nuovo anno liturgico

Un nuovo anno liturgico

Con la prima domenica di avvento inizia un nuovo anno liturgico, e la Chiesa prosegue la sempre necessaria educazione dei fedeli nelle cose che riguardano la storia d’amore fra Dio e gli uomini. Se l'uomo fosse lucido e onesto, dovrebbe ammettere di non capirci molto della sua condizione di vita su questa terra; invece, si muove come se sapesse cosa vuol dire stare al mondo, ma più crede di sapere e più è probabile che poco capisca, perché solo l'Autore del progetto in cui siamo coinvolti può darci le giuste indicazioni, sia per raggiungere la meta a cui vuole condurci, sia per evitare i sentieri che conducono alla perdizione.

L'uomo agisce nella vita in base alle idee che si è fatto sul suo significato; di solito queste idee contengono molti errori e producono molti dolori, infatti, la realtà in cui viviamo non favorisce certo il raggiungimento della felicità a cui aspiriamo. Allora, Dio ci avverte: Le vostre vie non sono le mie vie. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri (Is 55, 8-9).

Per familiarizzarci con i pensieri di Dio la via maestra è la liturgia della Chiesa, perché in essa ascoltiamo l’invito di Dio ad accogliere il suo amore e vediamo lo svilupparsi della vicenda umana intorno a questo invito; possiamo quindi ricevere la luce per comprendere come stanno le cose, nutrirci del cibo che dona la forza per seguire il Buon Pastore ed entrare in comunione sempre più profonda con lui. Ora, è a tutti evidente che la partecipazione alla liturgia domenicale è ridotta al lumicino, questo vuol dire che la maggioranza degli uomini non segue il Buon Pastore e non vive secondo i pensieri di Dio, se però non si segue il Buon Pastore, necessariamente, si seguiranno ladri e briganti (Gv 10, 8). Trascurare i pensieri di Dio e le sue leggi, alimenta però una tensione destinata a produrre uno scontro finale fra due forze opposte, governate da visioni opposte della realtà; vivere secondo i propri pensieri, più o meno manipolati da ladri e briganti il cui capo è l’enorme drago rosso con sette teste e dieci corna (Ap 12, 1-3), è preparare l’avvento di tempi tenebrosi, i tempi dei pagani, in cui ci sarà angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte (Lc 21, 25-26).

È singolare che la liturgia, sia con il vangelo dell’inizio dell'anno liturgico, sia con quelli della sua fine, ci immerga in un clima particolarmente drammatico, angoscioso, terribile; è inutile cercare di attenuare rendendo il sale insipido o rassicurare offrendo consolazioni a buon mercato, perché non è a buon mercato che Gesù ci compra e ci salva da un pericolo che rischia di essere terribile per l’eternità. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente! (Eb 10, 3); siete stati comprati a caro prezzo (1Cor 6, 20); temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna (Mt 10, 28).

Le potenze dei cieli non possono che essere sconvolte nel vedere, da un lato la follia d’amore di Dio per l’uomo, e dall’altro lato la follia dell’uomo che rifiuta un simile amore; questo rifiuto è accaduto in particolare all’inizio della storia umana e accadrà nuovamente alla sua fine, è accaduto all’inizio della vita di Gesù, è accaduto alla sua fine e può accadere durante la vita di ogni uomo. Di qui la raccomandazione del Signore: State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo (Lc 21, 34-36). Che cosa sta per accadere? Sta per accadere la manifestazione ultima dell’amore di Dio per ognuno di noi, ognuno di noi dovrà comparire davanti al Figlio dell'uomo, e allora: Ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto (Ap 1, 7).

Comparire davanti al Figlio dell’uomo quando lo si è respinto, perseguitato, crocifisso e trafitto non è un momento piacevole, è sconvolgente e angosciante; allora, l’angoscia di popoli in ansia che precede questo incontro è la naturale manifestazione di ciò che accade se gli uomini rifiutano l’amore di Dio, ed è anche l’estremo tentativo di rendere consapevoli gli uomini di quello che stanno facendo, l’ansia e il dolore sono un atto di misericordia per tentare di evitare la loro condanna eterna.

Prima che si chiuda la vicenda umana, tutti dovremo guardare il Crocifisso, anche quelli che lo trafissero. Chi non si sarà pentito sarà condannato, coloro invece che avranno pianto battendosi il petto per ciò che le creature hanno fatto e stanno facendo al loro Creatore, entreranno nel Regno dove ogni lacrima sarà asciugata (Ap 7, 17), ogni piaga guarita, ogni tenebra dissipata… e quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono nel cuore dell’uomo (1Cor 2, 9) faranno beati quanti saranno rimasti fedeli al loro Dio.

Maria, sempre presente nei momenti decisivi della storia, ci ottenga le grazie necessarie per essere fra coloro che non crocifiggono suo Figlio.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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