Meditazioni sul Vangelo

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Bartimeo, cieco e mendicante

Bartimeo, cieco e mendicante

La parola “vangelo” significa “buona notizia”, ma questa “buona notizia” non sembra godere di molta fortuna, molte altre notizie hanno maggior presa sugli uomini promettendo successo, emozioni, esperienze di ogni genere, prospettive di gloria. In che cosa consiste invece la buona notizia del vangelo? Per scoprirlo è indispensabile accoglierne un’altra non così buona, infatti, la buona notizia del vangelo è la risposta a una notizia che non ascoltiamo volentieri, perché ci informa che l’uomo è un essere caduto in disgrazia e per questo è infelice, povero e cieco. Come Bartimeo che sedeva a mendicare sulla via, l’uomo mendica felicità, amore, luce, ma per quanto si affatichi non riesce a trovare una felicità piena, un amore che riempia veramente il suo cuore, una luce che dissipi ogni tenebra.

La buona notizia del vangelo non è accolta perché è caratterizzata da un paradosso duro da assimilare, infatti, è difficile ammettere che sono beati i poveri, gli afflitti, i perseguitati, quelli che hanno fame e sete… in fondo, il vangelo è una buona notizia solo per chi accetta di riconoscersi cieco e mendicante, ma questa condizione l’uomo non l’accetta: “Se è questa la buona notizia non mi interessa, io non sono né cieco, né mendicante!”. Sì che lo sei: Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista (Ap 3, 17-18).

La buona notizia del vangelo non ha fortuna perché gli uomini non vogliono ammettere la loro povertà e cecità, troppo li umilia riconoscere lo stato miserevole in cui sono caduti, preferiscono illudersi di riuscire da soli a rimediare ai loro mali, ma più vogliono fare da soli, più generano guai. Quanto è successo al cieco e mendicante Bartimeo è la “buona notizia”, e ci indica l'unica via possibile per uscire dai guai.

Nel corso degli anni Bartimeo ha percorso una via sempre più dolorosa, al termine della quale ha dovuto rassegnarsi al fatto che nessun uomo avrebbe potuto guarire la sua cecità e rimediare alla sua povertà; tuttavia, il pensiero che il suo miserevole stato non era una condizione normale ha anche mantenuto vivo in lui un desiderio di guarigione e di riscatto; anche se era lacerato fra la speranza e la disperazione, la fiducia nella bontà della vita tendeva a prevalere, infatti Gesù gli dirà: La tua fede ti ha salvato. Se non avesse avuto fede la disperazione lo avrebbe vinto, ma nel profondo del cuore Bartimeo sperava e attendeva una “buona notizia”, quella di un Salvatore capace di rispondere a tutte le disperazioni dell’uomo; questa, un fortunato giorno lo raggiunge, sente che sta passando Gesù di Nazaret, e il cuore gli dice che la lunga attesa, l’oscurità, le sofferenze, le umiliazioni avranno fine; allora, il grido a cui il Signore vuole rispondere erompe dal suo cuore: Gesù, abbi pietà di me!... In un primo momento, Gesù sembra non dare ascolto al suo grido, ma poi lo fa venire a sé e, con una delicatezza e un rispetto ammirevoli, gli chiede: Che cosa vuoi che io faccia per te… Rabbunì, che io veda di nuovo! (Mc 10, 46-52). Gesù lo guarisce e Bartimeo vede di nuovo, vede quel volto senza il quale ogni uomo è infelice, povero e cieco; vede Gesù, di cui tutti abbiamo bisogno perché la vita abbia un senso. Bartimeo si mette allora a seguirlo sulla via che sale a Gerusalemme, figura del cammino verso la città di Dio in cui l'uomo trova la vita e la pace. Lì comprenderemo veramente la fortuna di essere stati ciechi, storpi, zoppi, mendicanti… perché non per altri è stato pensato Gesù, la Santa vergine, il Regno dei cieli.

Maria, sede della Sapienza, ci aiuti a comprendere, almeno un po’, il cuore di Dio.

Brevi riflessioni

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Meditazioni

Consapevole che le meditazioni proposte non sono che incerti balbettii, faccio appello alla carità  del lettore perché vengano accolte con benevolenza. In fondo, davanti a Dio, siamo tutti dei bambini bisognosi di imparare a parlare l'unica lingua che si parli nel suo Regno, la lingua dell'amore.

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